Autopalpazione
Conosci il tuo seno?
Prima di procedere all’autopalpazione vera e propria, ti consiglio di metterti di fronte ad uno specchio, a torace nudo, con le braccia lungo i fianchi. Osserva bene le forme e i profili dei seni.
Che cosa dovresti attenzionare in particolare?
-I seni sono simmetrici?
-Noti dei noduli visibili, che alterano la forma e il profilo del seno?
-I capezzoli sono uguali e simmetrici? Sono ben estroflessi?
-Ci sono lesioni della pelle?
-Ci sono fossette sulla pelle?
-La pelle assomiglia alla buccia dell'arancia?
Se noti qualcuna di queste anomalie contatta il medico quanto prima!
Allora iniziamo l’autopalpazione vera e propria: la effettuiamo in 2 posizioni, in piedi e da distese.
In piedi, mettiamo un braccio dietro la testa e con il controlaterale palpiamo il seno con le dita chiuse, leggermente piegate, senza trascurare alcun area, dall’alto verso il basso e dall’interno verso l’esterno.
Palpiamo tutti i quadranti del seno, la zona centrale, ed anche il cavo ascellare. Facciamo la stessa cosa per l’altro lato.
Poi ci mettiamo distese con un asciugamano sotto la spalla e palpiamo in maniera circolare il seno. E facciamo lo stesso per l’altro lato.
L’autopalpazione va fatta una volta al mese a partire dai 20 anni.
Il momento migliore in età fertile è dopo 7 giorni dall’inizio del flusso mestruale.
Ricorda che è molto importante eseguirla, ma non è sufficiente perché ci sono tumori molto piccoli che potrebbero sfuggire anche alle mani più esperte. Pertanto, non sostituisce la visita senologica, l’ecografia e la mammografia.
Allora perchè è così raccomandata? Perché ci sono donne che non effettuano controlli clinici e senologici, che rischiano diagnosi tardive. Le diagnosi più precoci (tumori piccoli) sono perlopiù ottenute con controlli strumentali.

